Caccia alle streghe. Siamo ai libri al rogo e alle liste di proscrizione

L’assessore alla provinciale alla cultura del Veneto Raffaele Speranzon ha inviato a tutti gli assessori alla cultura dei comuni del veneziano e atutti i dirigenti delle biblioteche civiche una lettera con un messaggio: “ Via dagli scaffali delle librerie tutti i libri di quegli scrittori che firmarono la petizione per la libertà di Cesare Battisti”. Le motivazioni le trovate qui.

Tra i firmatari di quell’appello, che risale al 16 febbraio 2004, c’è la sottoscritta.

Come molti firmai e feci circolare la petizione dopo aver letto la documentazione sul processo a carico di Battisti. Dalla quale emergevano tutta una serie di anomalie giuridiche. Dunque da garantista firmai e feci circolare l’appello. Ma non è di questo che voglio discutere. Piuttosto del clima ormai evidente di “caccia alle streghe”.

In marzo dovrei essere in Veneto per presentare il mio libro. Dovrei preoccuparmi per la mia incolumità? O addirittura non andare?

Tra i firmatari ci sono autori molto più importanti di me. Ed è a tutti gli intellettuali che firmarono che chiedo di prendere posizione affinchè  contro queste iniziative incivili e e palesemente dittatoriali.

Ma non è finita. C’è chi poi sul suo blog pubblica la lista dei firmatari qui che vengono definiti  “se non proprio pericolosi, almeno ambigui e civilmente discutibili”. Su questa iniziativa non ho nulla da replicare, lo farà il mio avvocato. Per tutto il resto vi prego di far circolare cosa sta accadendo in questo nostro paese visto che la vicenda non ha avuto un eco decente sui media.

Questa voce è stata pubblicata in Blogroll, editoria, giornalismo, immigrazione, interviste, libri, matrioska, politica, sociale, terorismo, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Caccia alle streghe. Siamo ai libri al rogo e alle liste di proscrizione

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ambiguo: che può prendere in uno due o più sensi; non chiaro.

    Civilmente discutibili: che si può discutere sotto dal punto di vista sociale.

    C’è chi protegge arriva al punto di alzare la voce chiedendo addirittura la libertà di Cesare Battisti, ed io non potrei esprimere una mia opinione in un paese libero.

    E il capo dello Stato Napolitano nella lettera inviata a Lula: “Caro Presidente Lula, in nome della nostra personale amicizia, oltre che dell’amicizia tra i nostri due Paesi, Le scrivo per manifestarle stupore e profondo rammarico dinanzi alla decisione del Ministro della Giustizia Tarso Genro di concedere lo status di rifugiato politico al terrorista Cesare Battisti. Battisti fu condannato all’ergastolo in Italia perché giudicato colpevole, tra gli altri delitti, di ben quattro omicidi commessi, nel 1978 e 1979 per finalità di terrorismo. Evaso dall’Italia nel 1981, trovò rifugio in Francia e poi fuggì in Brasile per sottrarsi alla esecuzione del provvedimento delle autorità francesi che ne avevano concesso la estradizione. La ricostruzione degli anni del terrorismo in Italia come emerge nel testo della decisione del ministro della Giustizia, appare inaccettabile. Nel provvedimento con cui il ministro ha attribuito a Battisti lo status di rifugiato non vengono in alcun modo presi in considerazione il sangue versato e il dolore delle famiglie delle vittime (due appartenenti alle forze di Polizia, un macellaio e un gioielliere)…” etc. etc.

    La lista è di dominio pubblico ed è pubblicata in primis da carmilla, tanto più che c’è il link e la fonte di riferimento nel rispetto e nella correttezza.

    Non condanniamo però quanti hanno affisso manifesti pro-Battisti a Roma. Quelli sono assolti.

    Quella del Pdl, come dico nel mio pezzullo, è una provocazione che non passerà. Un pezzullo dove metto bene in chiaro e in corsivo “se una simile misura passasse allora si creerebbe un precedente assai pericoloso per la libertà di espressione”.

    Ma se mi si chiede di appoggiare Battisti, con una firma, no e poi no e poi no.

    Diciamo le cose come stanno, perché io non ho mai invocato che i libri vengano tolti dalle biblioteche né ho mai minacciato nessuno o ucciso anche solo un coniglio. Per correttezza, faccia denunciare anche Giorgio Napolitano a questo punto.

    Lei scrive e scrive pensate accusando seppur in maniera trasversale: “In marzo dovrei essere in Veneto per presentare il mio libro. Dovrei preoccuparmi per la mia incolumità? O addirittura non andare?”

    Il sottoscritto non ama la violenza né la tollera, né tollera che qualcuno possa ipotizzare anche solo lontanamente quello che lei lascia trasparire da queste sue poche righe e però tanto esplicite. Il sottoscritto ha la fedina penale pulita più del culetto d’un neonato, da sempre convinto pacifista gandhiano tant’è che ho fatto il servizio civile e non il militare. Mai toccata un’arma in vita mia né mai lo farò, come mai farò da garantista anche sono con una firma per un personaggio che è stato giudicato dalla giustizia e dalle leggi italiane colpevole.

    IANNOZZI GIUSEPPE

  2. Pingback: Stefania Nardini denuncia Iannozzi Giuseppe! Lettera aperta per capirci meglio | iannozzi giuseppe

  3. Anch’io ho firmato l’appello contro Battisti e più che indignarmi e preoccuparmi ho trovato indegna e preoccupante la proposta dell’assessore, che rivela un’inquietante ignoranza di alcune nozioni elementari di diritto pubblico e di prassi amministrative.
    Il direttore di una biblioteca provinciale che si permettesse di sottrarre alla pubblica fruizione uno solo o cento dei libri messi all’indice commetterebbe un plateale peculato per distrazione.
    Quanto alle biblioteche scolastiche è forse il caso che i loro contenuti sono soggette alle norme sull’autonomia scolastica e dei regolamenti che ogni singolo istituto si è dato…

  4. isabellamoroni ha detto:

    Fingere che questa cosa non sia successa o relegarla fra l’ironia e il sentimento di superiorità, è lo sbaglio più grosso che stiamo facendo da un po’ troppo tempo ormai.
    E questo travalica qualsiasi punto di vista su Battisti.
    Il problema non è avere dei punti di vista su come viene manipolato un fatto politico. Il problema è che un amministratore locale (oltretutto platealmente ignorante delle leggi, come fa notare tassinari) si permetta di fare un’azione di ritorsione che si riflette sulla cultura e non sulla problematica che vorrebbe mettere in evidenza.
    Questo conferma la volontà precisa di colpire la cultura e soprattutto la partecipazione della gente alla cultura.
    Avere paura manco per idea, ma domandarmi che cosa ci vado a fare in un luogo che permette che si avanzi una simile imposizione sì.
    In nome della resistenza senza quartiere alla stupidità, all’arroganza e all’appiattimento.
    Perchè non sono questi i tempi di lottare

  5. isabellamoroni ha detto:

    l’ultima frase non c’entra niente… ah ah ah

  6. Stefania ha detto:

    Grazie ad Ugo Maria per la chiarezza. Vedi Isa il problema non è la paura. Sinceramente ho vissuto altre situazioni da aver paura. Ma istituzionalmente “paura” si. Ecco cosa dice al punto 2 la lettera dell’assessore.
    “rinunciare a organizzare iniziative con tali scrittori (vanno dichiarati “persone sgradite”, dice).
    In ogni caso siamo stati considerati sgraditi. Insomma le parole hanno un peso. E dietro le parole c’è una volontà ovviamente. Quindi il problema non è da sottovalutare. Politicamente intendo

  7. daniela bianchi ha detto:

    Appena finito di leggere “i custodi del libro”…ed uno dei capitoli più interessanti si riferiva a Venezia e all’esercizio dell’Inquisizione sui libri da inviare al rogo e da bollare come eretici…poi dice i segni…

    Il problema è che sembra tutto così assurdo che si rischia di sottovalutare certe esternazioni relegandole a boutade di bassa lega (e scusate il gioco di parole), ma se si arriva anche solo a pensarla la distinzione tra persone gradite e sgradite allora è conseguenziale che venga da chiedersi gradite e sgradite a chi? con quali criteri ? su quali presupposti? per perseguire quali finalità?

    Che si sia oltrepassato il segno mi sembra che sia cosa nota già da un pezzo, ma alla regressione storica di mettere all’indice persone e libri per la paura delle Idee sinceramente pensavo che non saremmo ami arrivati.

    Poi discutere di Battisti, della sua estradizione e di quel periodo è altra faccenda che si sostanzia su Fatti ed è su quelli che una democrazia si misura, nell’esercizio libero delle proprie idee.

  8. Stefania ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con te Daniela. E spero che su questa vicenda non cada il silenzio.

  9. girolamo ha detto:

    Stefania, ti dò in pubblico la solidarietà che già conosci, per le grandi e piccole infamie di cui sei, come me, accusata. Una cosa buona questo Speranzon l’ha fatta: ha mostrato per intero l’infamia di questi appelli che certi piccoli vigliacchetti gettavano sui propri blog nascondendo la mano.

  10. Pingback: Kataweb.it - Blog - LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri » Blog Archive » RITORNA L’INDICE DEI LIBRI PROIBITI

  11. Stefania ha detto:

    Girolamo il percorso non è facile. Bisogna semplicemente dire basta. Basta agli assessori di questo genere e basta a chi li usa. Basta. Credo che la cosa più importante sia un’azione comune. Far sentire le voci.Mi riferisco alle istituzioni venete.
    Invece credo che questa discussione è interessante continuarla anche da Massimo Maugeri, su letteratitudine.
    Però. Si, c’è un però. C’è la tendenza a parlare degli autori più conosciuti che firmarono quell’appello. Cioè i più garantiti. In quella “lista” ci sono persone, scrittori/scrittrici, che non avendo grande popolarità subiscono un danno maggiore.
    Ti ringrazio e spero di continuare su quest’onda.

  12. francesco cirillo ha detto:

    Libri al rogo ? Una vecchia storia
    Per aver firmato nel 2004 , un appello per la liberazione dello scrittore Cesare Battisti, accusato di atti di terrorismo negli anni 70, sono finito in una lista nera redatta dal consigliere comunale del PDL Paride Costa e fatta propria dall’assessore alla Cultura della Provincia di Venezia con delega alle Biblioteche, Raffaele Speranzon. Nell’appello firmato da 1500 , fra giornalisti, filosofi, scrittori si evidenziava che “ a Cesare Battisti fu concesso asilo politico solo dopo che un magistrato francese ebbe vagliato le “prove a suo carico” e le ebbe giudicate contraddittorie e “degne di una giustizia militare”. Poi Battisti dalla Francia scappò in Brasile ed oggi è lì in carcere pur dopo che il Presidente Lula gli ha concesso l’asilo politico. Ebbene oggi, questo prodigo Speranzon, proveniente dalle Fila del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI di Almirante , partito che negli anni 70 la sapeva lunga sulle stragi fasciste da piazza fontana fino a quella di Brescia e dell’Italicus, ed ora del PDL, chiede la testa, anzi il rogo di tutti quegli scrittori e giornalisti, individuati dallo stesso nella lista dei 1500. Quando le liste arrivano da personaggi della destra, che la sanno lunga sulla loro compilazione, penso che vengano i brividi un po’ a tutti. Lo Speranzon, che di speranza ne ha poca evidentemente, aggiunge all’appello del suo collega Paride Costa: «Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiano un terrorista». Ha poi aggiunto minacciosamente che «Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l’esempio per prima». Notate, dovrà assumersene le responsabilità”. La cosa non mi giunge nuova. Sono abituato alle censure per i miei comportamenti poco consoni al mio essere giornalista poco ossequiente al potere. Sono stato fatto fuori da due quotidiani regionali, quando scrivevo per loro, per la mia militanza ambientalista e per il mio appartenere al movimento anti globalizzazione e per il mio pensiero libero , fuori dagli schemi politici e partitici, oltre che massonici e mafiosi dei quali siamo pieni nella nostra Calabria. Ho scritto migliaia di articoli nell’unico giornale che mi ospita, senza censure, da dieci anni, che è Mezzoeuro, grazie prima alla grande professionalità del suo primo direttore che fu Franco Martelli, che prima di tutti aveva capito l’importanza dell’inchiesta e della scrittura nella nostra regione, e poi grazie al figlio , Domenico, degno suo erede intellettuale e morale. Scrivo libri, che mi vengono pubblicati da piccole case editrici che sopravvivono senza alcun sostegno economico né dello Stato né tantomeno dalla regione, perché anche loro fuori dagli schemi di appartenenza sia a destra che a sinistra. Con la casa editrice “Cultura calabrese” ho pubblicato bei libri quali “Da Soverato a Soverato” e “Sulla fronte un po’ d’acido” e ‘Ndranghetopoli . Il primo apriva la mente sulle storture della Calabria già dieci anni fa. Parlavo della Marlane ed intervistavo per la prima volta un operaio colpito dal tumore. Il sindaco di Praia , Praticò, mi disse che a Praia quel libro non doveva circolare e mi negò ogni spazio possibile, dagli alberghi che si rifiutarono di darmi la sala, alla stessa sala comunale. Presentammo il libro nel cimitero alla presenza delle sole vedove degli operai morti di tumore. ‘Ndranghetopoli invece era un gioco di società che aveva dadi e schede per cercare di uscire dalla Calabria. Venni denunciato dall’on.Belluscio, ex sindaco di Altomonte e parlamentare del PSDI, che si innervosì per averlo indicato come appartenente alla loggia P2. Al processo venni assolto perché il fatto non sussisteva . Ho ancora in corso fra vari tribunali della calabria 6 processi per diffamazione, che sto affrontando a spese mie e grazie ad avvocati miei estimatori ed amici che si affidano gratuitamente alla mia difesa come l’avv. Natalia Branda e l’avv. Rodolfo Ambrosio. Poi pubblicai altri libri con la piccola casa editrice Il Diogene di Scalea. Un libro “Ladro di Storie” parlò di quei piccoli eroi di paese, dimenticati da tutti e per la prima volta parlai delle navi dei veleni, dei finanziamenti ai terremotati rubati dai soliti notabili e della lotta di Eva De Brasi comunista di Bonifati . Anche questo libro venne snobbato da tutti. Ricevetti solo nel 2005 un Premio il “Luigiano d’Oro” per le mie battaglie sull’ambiente. Poi tre libri con la casa editrice Coessenza di Cosenza. Una casa editrice fatta da giovani che si apre al mondo degli sconosciuti. Il primo libro che mi pubblicò era una “Guida vera alla sopravvivenza in Calabria” e qui parlai dei rifiuti tossici sotterrati a Cassano e del processo archiviato, della Marlane di nuovo, delle navi dei veleni, delle discariche in mano alla ‘ndrangheta. Il secondo libro fu specifico sulla Jolli Rosso e sull’affossamento falso della Cunsky da parte del Governo. Il libro sostiene quello che nessuno vuole sapere e cioè che il pentito Fonti ha detto la verità e che una nave è sepolta davanti il mare di Cetraro piena di chissà quali veleni. Il libro non venne presentato in nessuna rassegna , non ebbe alcun premio, non venne presentato in nessuna tv. Questo libro per assessori, sindaci, amministratori vari, nella lista dei rassicuratori, non esiste. Ed adesso arriva il botto. Il libro sulla Marlane scritto insieme all’operaio della stessa fabbrica Luigi Pacchiano, con le interviste agli operai della giornalista Giulia Zanfino, già sta facendo tremare tutti. Il libro è un documento storico che sicuramente avrà eco nel processo ai 14 indagati della Marlane che inizierà il prossimo 19 aprile a Paola. Il sindaco di Praia a Mare , Lomonaco fra gli indagati al processo, come il suo predecessore Praticò mi ha subito negato la sala consiliare. Lo presenteremo ugualmente a Praia stia tranquillo il nostro sindaco e poi lo presenteremo in Veneto fra gli operai che lavorano con Marzotto proprietario della Marlane. Penso quindi che il prodigo Speranzon , senza speranza, si darà da fare per non farmi concedere sale, alberghi o chissà cos’ altro . Posso solo aggiungere che questa volta non sarò solo. Non solo sarò in compagnia di tutti gli operai colpiti da tumori, ma anche di tanti altri validi scrittori, inseriti in questa lista quali Carlotto, Balestrini, Scarpa, Manfredi, Cacucci, Grimaldi, Remmert, Evangelisti, sicuramente più conosciuti e molto più bravi di me, e che mi onorano a star loro vicini. Non posso quindi concludere che con un grazie a Speranzon, senza speranza, e Costa , per avermi inserito nella lista, in Calabria, in quanto persone libere, siamo abituati a ben altro !

    Francesco Cirillo scrittore firmatario appello per Battisti

    http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=134755&sez=NORDEST

    http://www.carmillaonline.com/archives/1500_firmatari.html

  13. Stefania ha detto:

    Grazie Francesco per la testimonianza. Ora è importante concretizzare una protesta in nome dell’articolo 21 della Costituzione.

  14. Pingback: Perché la fenice continui a volare | Il blog di

  15. Pingback: Assessore Speranzon, noi siamo qui (Fahrenheit 451 a Venezia). | tarantula

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...