Al di là della baguette c’è il Mediterraneo

“… Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme.

foto di Camillo Valerio a Marsiglia

Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia…”.

Così il grande storico francese Fernand Braudel spiega nella sua opera il Mediterraneo. Quel Mare Nostrum, sempre più mare di nessuno, nel senso della sua identità e della sua antica cultura. Un mare sul quale la lunga mano di questo nostro capitalismo selvaggio sta cancellando l’essenza vera che risiede in quel suo essere eternità.

I media ci fanno vedere le immagini della “rivolta del pane” in Tunisia. Chiede il pane il popolo tunisino, un pane farcito di libertà. Perché gli scontri in atto, la gente per le strade, non sono una questione di baguette, ma una questione di mancanza di democrazia che non ha reso facile la vita a  chi vive sull’altra sponda. Ma di questo i giornali non ne hanno quasi mai parlato. E tutto si riassume, in nome della crisi in atto, in una ribellione dovuta a un bisogno di necessità primarie. Il che è verissimo. Ma attenzione se oggi esplode la protesta nella terra dei gelsomini non è solo questione di sopravvivenza. C’e altro. E forse noi, qui dall’altra sponda, abbiamo fatto finta di non accorgercene. Ci siamo limitati ad usare la manovalanza tunisina. Un’etnia in più che si aggiunge al popolo degli extracomunitari.

In Italia non c’è informazione, e tantomeno attenzione per ciò che accade ai nostri dirimpettai. Di Algeria non si parla quasi mai. Non si parla quasi mai di quella terra dove è viva una tensione civile provocata dall’oppressione e dalla mancanza di libertà. In Algeria esistono decine e decine di quotidiani. Tutti in prima linea nel tentativo di fare opposizione. In Francia, dove in parte vivo, ho conosciuto molti colleghi giornalisti oggi esuli. Ed ho sentito storie da brivido. Gente condannata a morte. Si a morte. Non a caso in Francia esistono avvocati, come il mio amico Christian Bruschi, che si occupano dei diritti umanitari rappresentando una solida ancora per questi perseguitati.

Il Mediterraneo ce lo racconta il rap. La musica. Da noi si parla solo di sbarchi, o di cadaveri senza nome ritrovati sulle nostre spiagge. Dimenticati dopo il tiggì.

Era stata istituita l’Unione per il Mediterraneo (Upm).  Ma i grandi progetti annunciati qualche anno fa sono evidentemente naufragati.

Perché è mancata una strategia ed un progetto di sviluppo solidale. La crisi economica poi  ha fattoi la sua parte. Perché ciò che è in piena crisi è l’idea dell’Europa.

Scisse Braudel : “…. a voler catalogare gli uomini del Mediterraneo, quelli nati sulle sue sponde o discendenti di quanti in tempi lontani ne solcarono o ne coltivarono le terre e i campi a terrazze, e poi i nuovi venuti che di volta lo invasero, non se ne trarrebbe la stessa impressione che si ricava redigendo l’elenco delle sue piante e dei suoi frutti? Nel paesaggio fisico come quello umano, il Mediterraneo crocevia, il Mediterraneo eteroclito si presenta al nostro ricordo come un’immagine coerente, un sistema in cui tutto si fonde e si ricompone in un’unità originale. Come spiegarla? Come spiegare l’essenza profonda del Mediterraneo? Sarà necessario moltiplicare gli sforzi. La spiegazione non risiede soltanto nella natura, che pure molto ha operato in tal senso, né soltanto nell’uomo, che ha ostinatamente legato insieme il tutto, ma del confluire dei favori e delle maledizioni – numerosi entrambi – della natura e degli sforzi molteplici degli uomini, ieri e oggi.”

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5 risposte a Al di là della baguette c’è il Mediterraneo

  1. Grazia Nitti ha detto:

    Ciao Stefania,ti seguirò con passione anche in questa avventura.Intanto sto “cinguettando”.Buon lavoro!G

  2. Stefania ha detto:

    Grazia ti aspetto e ti voglio bene.
    Un bacio

  3. isabellamoroni ha detto:

    “in Italia non c’è informazione”.
    Ecco la semplice verità.
    Non c’è per quello che ci riguarda (siamo pieni di notizie, ma privi di informazione) come potrebbe esserci per i nostri dirimpettai che (oltretutto) ci hanno pian piano abituato a credere soltanto miseri invasori?
    In tutto il resto del mondo succedono cose.
    Nascono progetti strepitosi.
    Le voci oppresse si fanno sentire (o, a volte si mettono a tacere come Susanna Chavez http://www.gliitaliani.it/2011/01/assassinata-in-messico-susana-chavez/).
    Da noi il silenzio, gli occhi serrati sugli altri.
    Ecco, il Mediterraneo è il ponte che tutti dovremmo percorrere.

  4. remo ha detto:

    Un abbraccio a tanti auguri a questo blog.
    Ciao Stefania, vedo solo ora che è notte fonda (reduce da una giornataccia).

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